VACANZA DA SOGNO IN SPAGNA E PORTOGALLO

 

1° giorno (domenica 6 agosto 2006)

Ci svegliamo alle 2 di notte, alle 3 siamo già sulla nostra 407 SW. Imbocchiamo l’autostrada a Padova Ovest, alle 7.40 siamo a Ventimiglia dove facciamo un’abbondante colazione. In Francia facciamo tappa ad Arles, dove abbiamo lasciato l’auto in un parcheggio del centro, pagando 2 € per un’ora. Abbiamo visitato la bella Arena (5,50 €) e i suoi dintorni.

                       

Dopo mezzogiorno siamo ripartiti alla volta della Spagna. Una curiosità: alla barriera di Montpellier abbiamo preso il ticket e degli addetti all’autostrada ci hanno consegnato due sacchetti di patatine... boh... Pedaggi per tutto il territorio francese: 1,90+1,20+2,60+12,00+3,70+4,60+14,20 (munirsi di moneta per pagare nei cosiddetti “canestri”).

Pranzo a base di panini in una delle tante aree di sosta presenti sulle autostrade francesi, e verso le 14.20 abbiamo varcato il confine. Percorsi solo pochi km, ci attende una sgradita sorpresa. Da una collina si leva del denso fumo: un incendio sta lambendo l’autostrada. Tutto il traffico è stato bloccato e direzionato sulla strada statale costiera. Constatando che era assolutamente fermo, abbiamo preferito tornare indietro in territorio francese, imboccare la statale 115 e varcare il confine sul Col d’Ares (1513 m.). L’abbiamo allungata molto, ma sicuramente ci abbiamo messo meno degli incolonnati sulla statale...

Siamo arrivati a Barcellona verso le 19.30. Avevamo prenotato all’hotel “Hesperia Sant Joan Suites” di Sant Joan Despì (http://www.hesperia.com/hotels/Hesperia-Sant-Joan-Suites/). Ci hanno assegnato una bellissima stanza con camera, bagno, ampio soggiorno e angolo cottura per 75,00 € a notte (senza colazione). Per lasciare l’auto nel loro parcheggio sotterraneo ci vogliono 10,00 € al giorno. Quando siamo entrati, il televisore acceso ci ha dato il benvenuto con una scritta ad hoc. Essendo al sesto piano, alla sera ci siamo potuti godere dei bellissimi fuochi d’artificio.

 

2° giorno (lunedì 7 agosto 2006)

Sveglia alle 8, partenza alle 9. Con il tram T3 (1,20 € a testa) siamo andati in città, poi in una stazione della metropolitana abbiamo acquistato il biglietto valido per 3 giorni (13,20 € a testa), valido per tutti i mezzi di trasporto cittadini. Con la metro L3 ci siamo recati in Plaza de Catalunya e abbiamo imboccato le affollatissime Ramblas, piene di bancarelle di tutti i tipi (fiori, piccoli animali, etc.).

                       

 

Colazione al Dunkin Donuts, dove per 2 caffé (in bicchierino con cannuccia) e 2 kraphen alla cioccolata bianca e crema catalana (buonissimi) abbiamo speso 3,30 €.

 

 

Sosta obbligata al bellissimo mercato di Sant Joseph, con decine di bancarelle stracolme di frutta, disposta in modo da farne risaltare le forme e i colori. C’erano anche bancarelle con interiora di animali, teste di mucca e di pecora, etc... ma ci sono piaciute meno... Abbiamo comprato uno sconosciuto frutto viola (che ha fatto diventare viola anche le nostre lingue...) per 2,50 € e un succo d’arancia per 1,50 €, entrambi buonissimi.

                       

                       

Sulle Ramblas ci sono anche vari artisti di strada, che coinvolgono i turisti nei loro spettacoli...

                       

Finite le Ramblas, siamo andati verso il mare dove c’è un grandissimo Centro Commerciale (“Mare Magnum”). Lì abbiamo preso due granite, spendendo 5,00 €.

                       

Abbiamo pranzato in un locale dove, con un prezzo fisso, potevi prendere tutto quello che volevi, anche più volte (a parte il bere). Il posto si chiama “La vaca paca” in Passeig de Gracia 21. In due abbiamo speso 17,80 €, poi avevamo ancora sete e abbiamo preso una coca e un’acqua da 33 cl, spendendo altri 2,51 €. Vi assicuriamo che ci siamo sfamati in modo vergognoso: tranci di pizza, pasta, spiedini, antipasti, gelato, frutta, caffé... Siamo usciti che facevamo fatica a camminare...

Due passi e siamo arrivati alla casa Battlò. La casa è aperta dalle 09.00 alle 20.00. Si può visitare solo il piano nobile (10,00 €) o solo la soffitta e i camini (10,00 €). Noi abbiamo optato per la visita completa, che costa 16,50 € (tutti i prezzi includevano l’audioguida in italiano, che vi consigliamo se volete scoprire tutte le particolarità della casa). A noi è piaciuta molto, è una cosa molto particolare se non unica: una tappa obbligata per chi si reca a Barcellona.

 

                       

                       

 

Non molto distante c’è un’altra famosa casa, la “Pedrera”, che ci siamo accontentati di vedere solo da fuori (sembra comunque che sia molto meno interessante della precedente).

 

 

Con la metro siamo andati poi verso la cittadella olimpica, e abbiamo passeggiato lungo la Platja Maritim e la Platja Barceloneta fino al porto. Queste spiagge sono molto belle, con palme disseminate qua e là e numerosi punti di ristoro. Cena al Mc Donald’s sulle Ramblas, arrivo in hotel verso le 22.30.

 

Avevamo un contapassi, e quindi sappiamo di preciso quanto abbiamo camminato: 7 km.

 

3° giorno (martedì 8 agosto 2006)

Con il tram (fermata Pio XII) ci siamo recati subito allo stadio Camp Nou. Colazione al bar: due caffé, 1 kraphen al cioccolato e una ciambella con la glassa per 6,00 €. Il tour dello stadio, che comprende anche il relativo museo, dura un’ora circa e costa 11,00 € a testa. Si possono anche vedere gli spogliatoi e si può accedere al terreno di gioco. Per degli appassionati di calcio come noi, è stata una tappa obbligata. Lo stadio è grandioso, contiene circa 110.000 spettatori! Al termine del giro, sosta nel negozio ufficiale, dove abbiamo lasciato la bellezza di 135,00 € tra palloni e gadgets per noi, e altri da regalare.

                       

Per le 12.30 siamo tornati nella nostra stanza (o per meglio dire, mini appartamento), e abbiamo pranzato a base di panini. Nel pomeriggio siamo andati alla Sagrada Familia, che abbiamo visitato con 8,00 € a testa. Nei mesi estivi è aperta dalle 09.00 alle 20.00. Per salire sulle torri c’è un ascensore che costa 2,00 €, ma la fila interminabile ci ha fatto desistere. Si tratta di una cattedrale lasciata da Gaudì largamente incompiuta, che verrà ultimata tra circa vent’anni. La parte “originale” ci è piaciuta molto, mentre le parti costruite dopo la morte del maestro del Modernismo ci hanno convinto molto meno.

                                   

 

Con una breve passeggiata siamo andati poi in Placa de Toros Monumental, dove con 4,00 € a testa abbiamo visitato l’Arena. Presa la metropolitana, siamo scesi a Sants Estaciò, dove abbiamo fatto la spesa. Poi dovevamo prendere il tram per tornare in hotel, ma un forte temporale aveva allagato parte del tracciato, e quindi abbiamo dovuto ripiegare sull’autobus 78. Arrivo in hotel alle 20.30, cena in camera. Km percorsi: 7.

 

4° giorno (mercoledì 9 agosto 2006)

Con il tram e poi con la metro L3 (fermata Lesseps) ci siamo diretti al Parc Guell. Per raggiungere l’ingresso del parco bisogna camminare per circa 1 km. L’ingresso è libero. Il parco è bellissimo, secondo noi costituisce un’altra tappa obbligata. Quasi incredibile è il terrazzo attorno al quale si snoda una lunghissima panchina di marmo mosaicato. Immancabile la foto con la salamandra, simbolo di Barcellona. Un tantino caretto il bar del parco: per due granite e un’acqua da 33 cl abbiamo speso 8,50 €.

 

                       

 

Con la metro L7 abbiamo raggiunto Avinguda Tibidabo, dove abbiamo preso la famosissima Tramvia Blau (3,50 € a testa a/r) e poi la funicolare (3,00 € a testa a/r). Sulla sommità del Tibidabo c’è una chiesa e un piccolo parco divertimenti per bambini. Dalla terrazza si può godere di una vista mozzafiato della città. Pranzo al Club de Aventures, dove per un chorizo, una tortilla de patatas, un plato de queso manchego e un litro d’acqua abbiamo speso 19,42 €.

 

                       

 

Tornati nei dintorni del Centro Commerciale sul mare, abbiamo preso un battello che consente di ammirare tutta la costa, fino al porto. Il giro dura un’ora e mezza, e costa 9,70 € a testa. Per quel che si vede, forse non ne vale la pena.

 

 

Con una bella passeggiata siamo andati in Placa de Espanya, dove abbiamo preso il bus 50 per il Montjuic, vero polmone verde della città. Siamo scesi allo stadio Olimpico, che è visitabile gratuitamente, come anche tutto il parco olimpico. Abbiamo fatto appena in tempo, perché chiudevano alle 19.30. Poi a piedi abbiamo ridisceso la collina.

                       

A metà strada abbiamo visitato il Poble Espanyol, un villaggio ricostruito ispirato all’architettura tipica spagnola. Orari d’entrata: lunedì 9.00-20.00, martedì-giovedì 9.00-2.00, venerdì-sabato 9.00-4.00, domenica 9.00-24.00. Durante il giorno si paga 7,50 €, ma se si arriva dopo le 20.00 sono 4,00 € (i negozi sono chiusi, sono aperti solo i ristoranti). Noi abbiamo cenato alla “Bodeguita del Pople” in Placa Aragonese. Abbiamo preso un piatto con insalata, pomodori, carote, uovo all’occhio di bue, calamari alla romana (8,00 €), uno con prosciutto crudo, omelette, pomodori, carote, insalata (7,50 €), un caffé e un litro di acqua, per un totale di 19,68 €.

Due passi sulle Ramblas per comprare alcuni souvenirs, e poi siamo tornati in albergo. Km percorsi: 9.

 

5° giorno (giovedì 10 agosto 2006)

Pagati i 355,24 € di hotel, siamo partiti alla volta di Madrid. Per il tratto di A7 abbiamo speso 3,10 €. Poi abbiamo imboccato la A2 e preso il biglietto. Alcuni autogrill su questa autostrada sono sempre aperti, mentre altri fanno orario 7.00-23.00. Dopo Lleida abbiamo passato anche il meridiano di Greenwich! Siamo usciti dall’autostrada circa 40 km prima di Saragozza, e qui abbiamo avuto una bella sorpresina: per meno di 200 km di autostrada, abbiamo pagato 18,70 €! A conti fatti, questo tratto costa circa il doppio della nostra A4!

A Saragozza abbiamo lasciato l’auto nel parcheggio proprio sotto la Piazza del Pilar (3,50 € per due ore e mezza). Abbiamo visitato sia la Cattedrale del Pilar (gratuita) che “La Seo” (2,00 €). Abbiamo pranzato nel fast-food “Pans”, dove con soli 13,65 € abbiamo mangiato: un panino con wurstel, pancetta fritta, cipolla e salse, un panino con hamburger, pancetta fritta e salsina, due porzioni di patatine fritte con maionese alla cipolla, degli anelli di cipolla impanati (che avevamo ordinato pensando fossero calamari...), due coche! Unica controindicazione: abbiamo digerito quattro giorni dopo a Lisbona...

                       

 

Siamo poi ripartiti verso Madrid. I circa 300 km che la separa da Saragozza si snodano su un territorio semi-desertico, dove viene ampiamente sfruttata l'energia eolica.

 

 

 

Nella capitale spagnola avevamo prenotato una stanza all’hotel “Caballero Errante” (www.hotelcaballeroerrante.com), a circa 500 metri da Plaza de Castilla. Abbiamo speso 53,50 € al giorno per la camera, e 10,70 € al giorno per il parcheggio coperto. L’albergo era appena stato ristrutturato. Il piccolo frigobar conteneva delle bottigliette di acqua naturale che si potevano consumare gratuitamente. L’unico neo è che si trova in un quartiere abbastanza degradato, ma la gran quantità di telecamere sparse ovunque, dentro e fuori, ti fanno sentire al sicuro. In camera non c’era il letto matrimoniale, ma due lettini singoli. Quando li abbiamo uniti, ci siamo accorti che la spalliera non era attaccata al resto del letto, ma al muro... boh... Cena in camera con la spesa fatta nel pomeriggio. Km percorsi: 2.

 

6° giorno (venerdì 11 agosto 2006)

Per le 10.30 eravamo già al Santiago Bernabeu, il grande stadio di Madrid. E’ aperto con orario 10.30-18.30, la visita costa 9,00 € a testa (solo il museo 4,00 €). Si visita praticamente tutto: tribune, spogliatoi, sala stampa, e si può anche scendere sul terreno di gioco. Lì c’è una postazione dove si può spedire un videomessaggio via email. Il negozio ufficiale era ovviamente carissimo, ma anche poco fornito.

 

                       

                       

Siamo tornati in camera per le 13.00 e abbiamo mangiato dei panini. Comprato il biglietto della metro valido per 10 viaggi (6,15 €), siamo andati in centro. Abbiamo fatto Calle del Carmen, la Gran Via, e abbiamo girato un po’ la Chueca, il quartiere gay, pieno di locali “particolari” e hotel ambigui. Imboccato il Paseo del Prado e poi Calle de Atocha, siamo arrivati in Plaza Mayor.

                       

Da notare come moltissime vie siano protette da teloni, che con la loro ombra permettono di girare la città abbastanza agevolmente. Attorno alla piazza ci sono molti ristoranti all’aperto, con camerieri molto insistenti che cercano di “agganciare” i turisti. Noi abbiamo optato per la Cafeteria Magerit, dove per una paella mixta, dei calamari, mezzo litro di acqua e un bicchierone di sangria, abbiamo speso 27,80 €. A parte il fatto che abbiamo speso un’esagerazione, abbiamo anche mangiato male. I calamari sembravano di gomma, e la paella sembrava precotta. Quindi sconsigliamo vivamente di mangiare sulla piazza!

Poi abbiamo fatto una lunga passeggiata in centro e gustato un bel gelato, comprato da “Ben & Jerry’s” in Calle del Carmen (4,50 € per due enormi palline). Anche a tarda ora le strade e le piazze traboccavano di gente di ogni età. Abbiamo notato che c’era anche molta polizia in giro, e questo non è che un bene. Km percorsi: 7.

 

7° giorno (sabato 12 agosto 2006)

La meta della giornata è il Warner Bros Park, un bel  parco divertimenti appena fuori Madrid. Per prima cosa andiamo a fare gasolio in un distributore in paese. Pensando che fosse come in Italia, prendo la pompa per erogare, ma non esce nulla. Eppure il distributore è aperto, alla cassa c’è l’operatore... Solo dopo aver visto gli altri, ho capito che, nei self service spagnoli, prima si va alla cassa a pagare, e poi l’operatore ti sblocca la pompa. Spesso è così anche su superstrade e autostrade.

Abbiamo quindi imboccato l’autostrada A4 in direzione di Cordoba, poi la statale M506 (in mezzo al deserto...) e seguito le indicazioni per “Parque Tematico”. Ad una rotonda poco prima del parco, una pattuglia della “Guardia Civil” ci ha fermato. Abbiamo dovuto esibire entrambi le carte d’identità, e poi la mia patente, il libretto dell’auto e il certificato di assicurazione. Una rapida controllatina e i poliziotti ci hanno fatto proseguire augurandoci buone vacanze. Il parco è aperto dalle 11.00 alle 24.00, l’entrata costa 33,00 €. Non si possono portare all’interno cibi e bevande: all’ingresso c’è un rigido controllo sul contenuto degli zaini!

Il parco era abbastanza bello, una specie di via di mezzo tra Gardaland e Mirabilandia. Si presentava però abbastanza sporco...

                       

                       

Arrivo in hotel alle 00.30. Km percorsi: 6.

 

8° giorno (domenica 13 agosto 2006)

La prima tappa della giornata è stata Plaza de Toros Monumental de las Ventas, dove si trova l’arena di Madrid. L’entrata costa 5,00 €, solo con visita guidata in spagnolo e inglese. L’arena è un po’ come tutte le altre, ma durante la visita è possibile toccare con mano sia la spada dei toreri che il mantello (pesantissimo!) che viene sventolato davanti ai tori.

                       

Pranzo al Mc Donald’s di Placa Isabel, dove alle 12.30 non c’era ancora nessuno! Ulteriore conferma che, sia a pranzo che a cena, gli spagnoli mangiano mediamente 2 ore dopo di noi.

Ci siamo poi recati al “Palacio Real”. L’entrata costa 8,00 € (con visita guidata 9,00 €). Anche in quel caso, come altre volte, ci è capitato che i cassieri sbaglino a fare i conti, ma a loro sfavore. In estate il palazzo è aperto dal lunedì al sabato con orario 9.00-18.00, domenica e festivi 9.00-15.00. Si tratta di uno degli edifici più maestosi della città, sorto sulle rovine dell’antico castello dell’Alcazar distrutto da un incendio nel 1734. La corte centrale è delimitata da quattro ali di pietra bianca e granito, con facciate che ricordano il barocco italiano. Degni di nota sono: lo scalone di marmo tagliato in un solo blocco, la sala da pranzo di gala con i sui ori e cristalli, gli arazzi di Bruxelles, gli stucchi cinesi, gli affreschi del Tiepolo, la sala del trono. Bella anche la farmacia reale e l’armeria, considerata una delle più importanti del mondo.

Ci siamo poi spostati al “Parque del Retiro”, un parco molto curato e ben frequentato (aperto 6.00-24.00). C’è la possibilità di noleggiare una barca a remi per fare un giro sul laghetto artificiale. All’interno del parco c’è anche un edificio in ferro e vetro e una casa di cristallo.

 

 

                       

Passando per Plaza de la Indipendencia, dove abbiamo visto la Puerta de Alcalà, siamo andati in Plaza Mayor. Abbiamo cenato (sì, è vero, ci eravamo ricascati...) al Museo de Jamon: per due piatti misti (verdura, patatine fritte, crocchette, pesce, prosciutto, uova all’occhio, frittata), una sangria, una cerveza, mezzo litro di acqua gasata, abbiamo speso 25,50 €. Due enormi gelati nella gelateria in Calle del Carmen, e poi una bella passeggiata per il centro. Tra la Gran Via e Plaza Puerta del Sol, oltre ad alcuni sexy-shop e locali a luci rosse, abbiamo notato molte prostitute in strada, che attendevano i clienti per poi salire nei loro “appartamenti” (in Spagna le “case chiuse” sono aperte...).

Arrivati verso le 22.30 nel quartiere dove avevamo il nostro hotel, in una stradina abbiamo trovato ancora aperto un minimarket gestito da asiatici, che stavano tranquillamente guardando la TV nella loro lingua madre. Per una bottiglietta di coca e una d’acqua abbiamo speso solo 1,80 €. Km percorsi: 4.

 

9° giorno (lunedì 14 agosto 2006)

Pagati i 256,80 € di hotel, alle 9.45 siamo partiti alla volta di Lisbona. Colazione in un autogrill in provincia di Toledo, spendendo 3,80 € per 2 caffé e due ciambelle glassate. Particolarità del bar-ristorante: i prosciutti appesi al soffitto, e dei maialini aperti, adagiati su vassoi, pronti per essere cotti. E tante (forse troppe...) salviette gettate a terra.

 

Abbiamo poi ripreso il nostro viaggio, e dopo  essere passati vicino ad una centrale nucleare, ci siamo fermati a Merida. Giretto per il centro e pranzo al “Horno Santa Eulalia” in Rambla Martir Santa Eulalia. Abbiamo ordinato due menù combinati con panino, peperonata, pezzo di torta, un litro e mezzo di acqua naturale: totale 16,00 € (per errore non ci hanno messo in conto l’acqua). Siamo tornati al parcheggio, dove per un’ora e mezza abbiamo pagato solo 1,00 €!!!

 

Ripresa la strada, abbiamo passato il confine (orologio indietro di un’ora!) e siamo entrati in Portogallo, dove si nota subito una cosa: corrono molto più che in Spagna. Abbiamo fatto gasolio in autogrill, pagandolo 1,07 €/l (in Spagna mediamente 1,02 €/l). Poco prima di arrivare a Lisbona abbiamo pagato il pedaggio di 13,85 €, e attraverso il ponte “XXV aprile” (gratuito) siamo arrivati in città. Abbiamo quindi raggiunto l’albergo dove avevamo prenotato: hotel Alif in Campo Pequeno 51 (www.hotelalif.com), proprio vicino all'Arena. Alla reception un operatore parlava correttamente l’italiano. Siamo saliti nella nostra camera (817) all’ottavo piano, e abbiamo trovato anche qui la sorpresa: letti separati nonostante avessimo chiesto espressamente una “double room”. L’hotel ha un parcheggio sotterraneo, ma con pochi posti disponibili. Km percorsi: 2.

                       

 

10° giorno (martedì 15 agosto 2006)

Come prima cosa, abbiamo acquistato il biglietto giornaliero ai mezzi pubblici che costa 3,80 € (per due giorni 7,10 €). Siamo andati al Monastero dei Jeronimos, aperto da martedì a domenica dalle 10.00 alle 18.00 (entrata 4,50 €). Di domenica e nei giorni festivi dalle 10.00 alle 14.00 l’ingresso è gratuito (quindi, essendo Ferragosto, non abbiamo pagato nulla). Il monumento, dichiarato dall’UNESCO patrimonio culturale dell’umanità, è uno dei più belli e maestosi della città, e rappresenta un’autentica perla del manuelino, uno stile esclusivamente portoghese. All’interno gli spazi sono adibiti a museo. La chiesa di Santa Maria di Belem (ingresso gratuito) è un magnifico tempio a tre navate, rette da eleganti colonne che creano uno splendido doppio arco. Qui si trovano le tombe di Vasco da Gama e del poeta Luìs de Camoes.

                       

Sulla piazza antistante (Praca do Imperio) c’è un monumento moderno, sul quale si può salire (2,00 €) e godere di un bellissimo panorama.

                       

                       

Una breve passeggiata e siamo arrivati alla Torre di Belem, altro bellissimo monumento manuelino. La torre è visitabile (3,50 €, domenica dalle 10.00 alle 14.00 è gratis) e si sale fino all’ultimo piano attraverso delle tortuose scale interne, dove spesso si rischia di rimanere imbottigliati. Nelle adiacenze c’erano molti venditori di pareo e occhiali, dalle facce non sempre raccomandabili, quindi occhio alle borse... Pranzo al Mc Donald’s nel Rossio, dove per due menù grandi abbiamo speso solo 9,00 €!

 

Ci siamo poi dedicati alla visita della città. Abbiamo preso l’Elevador de Santa Justa, l’unico elevador verticale aperto al pubblico. Il biglietto costa 2,20 €, ma è possibile salirci gratuitamente grazie al biglietto giornaliero. In giro per la città ci sono altri elevadores, che però sono delle specie di teleferiche che risalgono strade molto ripide.

 

 

Dopo aver mangiato due enormi gelati (spendendo solo 3,00 €), abbiamo visto le rovine della chiesa del Carmo, distrutta dal terremoto del 1775. Ci siamo diretti poi alla chiesa di Sao Roque, ma era chiusa. L’elevador de Gloria era chiuso per lavori, e quindi siamo ridiscesi nella parte bassa della città a piedi.

                       

 

Nel Chiado, elegante quartiere commerciale e residenziale, siamo entrati in un Centro Commerciale di 6 piani. In giro per la città abbiamo visto molti cani randagi e barboni. Attraverso una bella via pedonale siamo arrivati in Praca do Comercio.

 

                       

Veloce visita alla chiesa di Sant’Antonio e alla cattedrale, e poi siamo andati in Rua Martin Muniz, dove si trova il capolinea del famoso tram 28. Si può salire con il biglietto giornaliero (altrimenti si pagano 1,20 €). Si tratta di un piccolo tram, forse il più vecchio del mondo, che passa su una rete di binari larghi appena 90 cm, supera pendenze del 14,5%, passa in vicoli larghi appena 4 metri. Queste vetture, costruite nei primi anni del ‘900, sono state recentemente rimodernate per rispondere ad esigenze di affidabilità e sicurezza, ma mantengono però l’aspetto dei veicoli storici.

 

Il tram 28 percorre tutto il quartiere dell’Alfama, sino ad arrivare in Graca. Abbiamo anche capito il significato del termine “portoghesi”: durante il tragitto, più di qualcuno si è attaccato al volo e ha scroccato il viaggio...

 

 

Con la metropolitana siamo andati poi al Parco delle Nazioni, vasta area affacciata sul Tago che ha ospitato l’Expo del 1998. Abbiamo preso la teleferica (3,50 € solo andata), che per circa 1 km offre una bellissima vista sia sul parco che sul fiume. Siamo quindi arrivati alla torre “Vasco da Gama”, ma ormai era tardi e l’abbiamo trovata chiusa. Siamo quindi ritornati indietro a piedi, lungo un viale pieno di ristoranti e birrerie. Al Centro Commerciale “Vasco da Gama” abbiamo cenato al Mc Donald’s, spendendo sempre molto poco. Infine ritorno in hotel. Km percorsi: 13.

                       

                       

 

11° giorno (mercoledì 16 agosto 2006)

Dopo un’abbondante colazione, abbiamo imboccato l’autostrada A1 in direzione di Fatima, dove siamo arrivati per le 9.40. Pedaggio autostradale: 6,65 €. Noi abbiamo lasciato l’auto nel parcheggio dietro il santuario. Gironzolavano molti zingari, quindi occhio... Fatima è una piccola parrocchia della diocesi di Leiria, a circa 120 km a nord di Lisbona. Abbiamo visto prima il santuario, con le tombe dei tre pastorelli, e poi siamo usciti sulla grande piazza antistante, dove si trova la cappella luogo dell’apparizione.

                       

 

A fianco c’è un enorme braciere che non si spegne mai, continuamente alimentato dalle candele riposte dai fedeli. In una chiesetta dall’altra parte della piazza in certe ore c’è la possibilità di ascoltare la Messa in italiano.

 

 

Ci siamo poi diretti verso Batalha per vedere il famoso Monastero. Le indicazioni stradali sono molto chiare. Purtroppo lungo la strada troviamo ben due incidenti. Notiamo che mediamente le auto sono abbastanza vecchie, ma la gente corre moltissimo. Arrivati in paese, lasciamo l’auto in un parcheggio gratuito. Conosciuto anche come il Monastero di S. Maria della Vittoria, il monumento risale al XIV secolo e rappresenta il primo esempio dell’arte manuelina. Come tutti i monasteri domenicani, è privo di campanile. L’entrata al monastero costa 4,50 € con orario 9.00-18.00. Domenica e festivi fino alle 14.00 entrata gratuita.

                       

Abbiamo poi puntato verso il Monastero di Alcobaca, seguendo le indicazioni per Lisbona. Anche in questo caso, abbiamo potuto parcheggiare gratuitamente. La Cattedrale, la più grande del Portogallo, ha un portale gotico e una facciata barocca, e all’interno tre navate lunghe 106 metri e alte 20. Nei due bracci del transetto sono posizionate le tombe di D. Pedro I e di Dona Ines de Castro, la cui vita è legata ad una sfortunata storia d’amore molto famosa in Portogallo. Le tombe sono una di fronte all’altra, in modo che quando i due amanti risorgeranno si potranno guardare negli occhi. Il Monastero è visitabile con orari 10.00-18.00 e l’ingresso costa 4,50 € (gratis domenica e festivi fino alle 14.00). Possibilità di biglietto cumulativo con il Convento du Cristo di Tomar (12,00 €).

                       

In una traversa della via pedonale ci siamo fermati a mangiare in un piccolo ristorantino. Abbiamo ordinato due piatti misti, un salmone grigliato, un baccalà grigliato con contorni e due acque gasate. Mentre aspettavamo, ci hanno portato un antipasto di baccalà, ceci e prezzemolo. Avendolo “accettato” e mangiato, ovviamente lo abbiamo pagato (totale 23,90 €). E’ consuetudine portoghese portare degli antipasti non richiesti, che se non vengono consumati non vengono messi in conto.

Abbiamo poi preso l’autostrada A8 per andare a Cabo da Roca (il punto più occidentale dell’Europa continentale), che non è per nulla indicato! Bisogna imboccare l’uscita 5, seguire per Malveira, poi passare vicino a Mafra, seguire per Sintra, poi per Colares e Galamares (EN  247). A quel punto, si cominciano a trovare le indicazioni. Al locale ufficio del turismo basta compilare un modulo e viene rilasciato un attestato che certifica il fatto di essere stati là. Il più piccolo costa 5,00 €, quello grande 10,00 €.

                       

Su una lapide apposta alla base di una croce è riportata la definizione che ha dato Camoes di questo luogo: “dove la terra finisce e il mare comincia”. Il posto è veramente bellissimo, si tratta di una scogliera sulla quale si infrangono le onde dell’oceano, con un faro che veglia sulla sicurezza dei naviganti. Volgendo le spalle all’oceano, l’Europa sarà tutta davanti a voi.

                       

Abbiamo passato la serata a Sintra (30 km a sud di Lisbona), dove a causa dell’ora tarda non abbiamo visto molto. Ma da vedere ce ne sarebbe stato: dal Palacio Nacional al Castelo dos Kouros, dal Convento dos Capuchos al Palacio de Pena. Sulla piazzetta del Palacio Nacional abbiamo cenato alla “Consulta de Mesa”, dove abbiamo ordinato una omelette, dei calamari, due contorni di verdure e un litro d’acqua, spendendo in tutto 26,20 €. Anche in questo caso ci hanno portato vari antipastini, che abbiamo pagato solo per la parte effettivamente consumata. Infine ritorno in hotel. Km percorsi: 3.

                       

 

12° giorno (giovedì 17 agosto 2006)

Pagati i 207,00 € di hotel, verso le 7.30 siamo partiti per tornare in Spagna. Attraversato il Ponte Vasco da Gama, lungo 18 km, abbiamo preso l’autostrada A12 e poi la A2. Uscita 10 (pedaggio 7,95 €) e poi statale IP8 per Siviglia. A Beja ci siamo fermati in una piazzetta (parcheggio 0,45 €/ora) e abbiamo fatto la spesa in un piccolo supermercato. Abbiamo poi ripreso il nostro viaggio, quando ad un certo punto un enorme gregge di capre e pecore, sorvegliato da un pastore e da alcuni cani, ci ha sbarrato la strada! Anche più avanti ogni tanto capitava di veder razzolare lungo da strada vari animali da cortile. A circa 10 km dal confine abbiamo notato, sulla sommità di alcuni pali della luce, dei grossi nidi di uccelli, forse migratori. A 3 km dal confine ci ha fermato la Policia Portughese, che ha voluto vedere i nostri documenti e quelli dell’auto.

Passato il confine, abbiamo tirato avanti di un’ora le lancette dell’orologio e ci siamo diretti verso Siviglia, dove abbiamo fatto un po’ di spesa. Siamo poi proseguiti per Estepa, dove avevamo prenotato l’hotel “Manantial de Roya” (www.complejomanantialderoya.com). E’ una specie di complesso turistico, in cui sono disponibili sia appartamenti che camere. La nostra camera (65,00 € a notte con colazione) era molto bella, spaziosa e pulita, ma con il letto ad una piazza e mezza, e con un unico lungo cuscino. Il fatto che il sito sia scritto in cinque lingue, tra cui l’italiano, non deve trarre in inganno: parlano tutti solo lo spagnolo, solo una ragazza parla un buon inglese.

 

13° giorno (venerdì 18 agosto 2006)

Siamo andati a fare colazione alle 10.00. Ci hanno portato del caffé lunghissimo in bicchieri di vetro, e delle pagnotte tostate con burro e marmellata. La ragazza che sapeva l’inglese, molto gentile, ci ha dato piantine, cartine e un fascicolo, preparato da loro, con l’indicazione di tutte le cose più interessanti da vedere nei dintorni di Estepa. Ci ha pure insegnato la strada per arrivare nelle varie località.

Ci siamo diretti a Cordoba, dove è difficilissimo parcheggiare. Noi poi siamo arrivati quasi a mezzogiorno, e c’era la città già piena di turisti. Abbiamo fatto vari giri attorno al centro, ma non c’è stato nulla da fare. Anche perché ci sono pochissimi parcheggi coperti a pagamento (uno è in Avenida de Aeropuerto), e bisogna parcheggiare l’auto lungo le strade. Alla fine abbiamo preso Calle A. Maura e proseguito per Avenida Manoleta, dove abbiamo lasciato l’auto nel parcheggio dell’Arena (0,70 € per tutto il giorno).

Siamo andati innanzitutto nella Juderia, dove ci sono molte donne (zingare?) che ti offrono un rametto di rosmarino, e con questa scusa ti leggono la mano. Poi ovviamente ti chiedono i soldi! Noi consigliamo di rifiutare sempre, anche perché, mentre ti leggono la mano, c’è sempre qualche altra donna che ti ronza attorno, quindi occhio... La Juderia è uno dei più importanti quartieri ebraici d’Europa, rifugio dalle persecuzioni del XII secolo. Il quartiere è bellissimo, con le sue casette bianche, abbellite da fiori, e le sue stradine strette che si aprono spesso in piccole piazze pittoresche.

                               

Abbiamo poi visitato l’Alcazar de los Reyes Cristianos (martedì-sabato 8.30-14.30, domenica e festivi 9.30-14.30, l’entrata costa 4,00 €, ma al venerdì è gratis). La Fortezza dei Re Cristiani è uno splendido edificio eretto nel XIV secolo, abitato per circa 8 anni dai Re Cattolici che giungevano a Cordoba. Nel corso della storia il palazzo è stato poi utilizzato come sede dell’Inquisizione, poi come prigione, infine come museo. Magnifici i giardini interni, ma anche le sale con i mosaici e il sarcofago romani, e i bagni arabi ricchi di vasche e fontane.

                       

 

Siamo poi andati alla Mezquita (orari da luglio a ottobre: lunedì-sabato 10.00-19.00, domenica e festivi 8.30-10.15 e 14.00-19.00, l’entrata costa 8,00 €, ma domenica e festivi dalle 08.30 alle 10.00 è gratis, con 3,00 € si può acquistare un foglietto informativo). La Mezquita è senza dubbio l’espressione più alta dell’architettura islamica in occidente. La straordinarietà di questa Moschea-Cattedrale si deve al fatto che alla bellissima costruzione musulmana si sono aggiunti stili rinascimentali, gotici e barocchi. L’edificio attuale è il prodotto di una moschea iniziale e di tre successivi ampliamenti. Quando si entra nella moschea non si può non restare a bocca aperta: circa 850 colonne di marmo e granito formano una serie di archi di pietra bianca e rossa. Colonne e archi sembrano delle palme che si aprono a ventagli nella sala. Da non perdere la “qibla”, il muro orientato verso la Mecca, e il “mihrab”, la nicchia che custodisce il Corano.

                       

Poi nel XIII secolo il cristianesimo trasformò in parte l’edificio: furono tolte alcune colonne e venne costruita la prima cattedrale. Nel XVI secolo questa venne ampliata e resa molto più sontuosa, come simbolo del trionfo del Cristianesimo sull’Islam.

 

 

Dopo un altro giro in centro, tra Calle de los Flores e Plaza de Tendillas, abbiamo ripreso l’auto, imboccato l’autostrada A45 e poi la statale 331 e siamo arrivati a Malaga (dove con l’auto corrono molto). Ci sono moltissimi parcheggi coperti a pagamento, ben segnalati. Per circa 4 ore al parcheggio “Camas” abbiamo speso 6,05 €.

 

Dopo una bella passeggiata sulla spiaggia, verso le 20.45 ci siamo fermati al ristorante “Posada del Sr Pipo” in Calle Tomas Echeveria. Non c’era ancora nessuno... Abbiamo ordinato due paelle, che abbiamo dovuto aspettare per tre quarti d’ora (ci avevano avvertito), ma ne è valsa la pena. A parte il fatto che sono state fatte con il pesce fresco, cotto al momento, ci sono state portate su un’unica enorme padella della quale abbiamo fatto fatica a vedere il fondo! C’era da mangiare per almeno 3 persone! Ma a parte la quantità, la paella era anche assolutamente squisita, altro che quella di Plaza Mayor a Madrid... Con due bottiglie da un litro e mezzo di acqua e due coperti, abbiamo speso solo 18,60 €! Mai soldi sono stati così ben spesi! Ci siamo alzati da tavola verso le 22.30, e solo allora cominciava ad arrivare un po’ di gente. Pazzesco! Nella gelateria di fronte abbiamo preso due grandi coppette, pagandole 5,40 €. Infine ritorno in hotel. Km percorsi: 7.

 

14° giorno (sabato 19 agosto 2006)

Siamo andati a far colazione alle 8.30, convinti che ci fosse già tutto pronto. Invece nella sala avevano appena lavato il pavimento e c’erano ancora le sedie sul tavolo. Abbiamo capito che, secondo i loro orari, eravamo scesi quasi all’alba... In paese abbiamo fatto gasolio a 1,008 €/litro, circa il 20% in meno rispetto all’Italia.

La meta della giornata era Granada, dove siamo arrivati per le 10.30. Siamo stati tra gli ultimi a poter lasciare l’auto in uno dei parcheggi dell’Alhambra (1,45 €/h), poi hanno sbarrato tutto e hanno fatto parcheggiare molto più lontano. Sapendo che l’Alhambra era visitata ogni giorno da migliaia di persone, e che avremmo dovuto fare una coda di ore per entrarci, circa 2 mesi prima abbiamo prenotato i biglietti via Internet, pagandoli con la Carta di Credito (www.alhambradegranada.org). Si può scegliere il giorno e l’ora della visita, che costa 10,00 € + 0,88 € di prevendita. Arrivati alla biglietteria, abbiamo avuto la conferma che avevamo fatto bene. Alla coda “normale” c’erano centinaia di persone, mentre a quella dei biglietti prenotati ce n’erano solo 30-40. Bisogna presentarsi con la prenotazione stampata a computer e il documento della persona che ha prenotato.

Visto che la nostra visita era programmata per le 16.00, siamo scesi a piedi in città, ma ci sono tantissimi pullmini che continuano a salire e scendere. Per mangiare ci siamo fermati alla “Taberna los Tonele” in Calle Cristo de San Augustin. Dopo 20 minuti che nessuno ci ha dato bado, ci siamo alzati e ce ne siamo andati. Abbiamo quindi ripiegato da “El platanal” in Plaza Pescaderia, dove abbiamo preso due bocadillos al Jamon Serrano e una coca (8,50 €). Il tipo scaldava i panini a tempo di musica e sembrava Dustin Hoffman da giovane! Sempre da lui, abbiamo poi preso un gelato a 2,50 €.

                       

Ci siamo diretti alla Cattedrale, ma per qualche sconosciuto motivo era chiusa. Abbiamo quindi visitato la Capilla Real in Calle Oficio (lunedì-sabato 10.30-13.30 e 16.00-19.00, domenica e festivi 11.00-13.00 e 16.00-19.00, entrata 3,00 €, all’interno niente foto né video), dove sono sepolti 5 re, tra cui Ferdinando e Isabella.

Percorsa la Gran Via de Colon e Plaza de Triunfo, siamo saliti (lungo una strada ripidissima) fino a Plaza S. Miguel Bajo e siamo poi ridiscesi fino alla Calle Calderia Nueva, una via strettissima piena di negozietti e di teterie arabeggianti dove sorseggiare the e fumare narghilé. In Plaza Nueva abbiamo preso il bus 32 fino all’Alhambra (biglietto 1,00 €).

                       

                       

Erano quasi le quattro del pomeriggio e c’era ancora gente in coda! L’attrazione principale di questo complesso monumentale è il Palacios Nazaires, sede della vita di corte della dinastia dei Nasridi. Qui è stato ambientato il famoso libro “Le mille e una notte”. Impressionante la sontuosità e la ricchezza di questa dimora, con gli azulejos originali, i soffitti in legno pregiato intarsiato, le colonne che sorreggono archi con minuziosi decori.

                       

                       

Le stanze si snodano attorno al Patio de los Arrayanes, un cortile pavimentato in marmo, con ceramiche, mosaici, porticati e una vasca rettangolare nel centro, e al Patio de los Leones, enorme cortile con al centro una fontana con 12 leoni. Le pareti sono ricoperte da mosaici e bassorilievi.

                       

 

 

 

Da una finestra si poteva vedere la collina vicina, con delle grotte naturali adibite a vere e proprie abitazioni.

 

 

 

Il Palazzo di Carlo V l’abbiamo visto solo da fuori, visto che nel patio interno stavano allestendo un concerto. Siamo entrati quindi nell’Alcazaba, antica fortezza dotata di una torre da cui è possibile osservare tutta la città.

 

                       

 

Infine visita del Generalife, residenza estiva dei re arabi, con i suoi bellissimi giardini e le sue eleganti fontane. E’ la parte più antica del complesso e si trova distante dagli altri palazzi.

 

 

Tornati all’auto, abbiamo pagato il parcheggio (13,05 € per circa 9 ore), e ci siamo diretti al Mc Donald’s appena fuori città per cenare. Siamo rientrati in albergo verso le 22.00. Km percorsi: 8.

 

15° giorno (domenica 20 agosto 2006)

Verso le 9.30 siamo partiti per Siviglia. Arrivando in città non ci sono indicazioni dei parcheggi, se non nelle immediate vicinanze. Inoltre è piena di cantieri per la costruzione di tram e metro, quindi la circolazione è difficile. Alla fine siamo riusciti a raggiungere il parcheggio sotterraneo di Avenida de Roma (1,30 €/h, bisogna arrivarci dal viale lungo il fiume).

Ci siamo poi diretti ai Palazzi Reali (Reales Alcazares). Orari estivi (1/4-30/9): lunedì-sabato 9.30-19.00, domenica e festivi 9.30-17.00. Visita notturna: lunedì-sabato 20.00-23.00, domenica e festivi 18.00-23.00. Orari invernali (1/10-31/03): lunedì-sabato 9.30-17.00, domenica e festivi 9.30-13.30. Per entrare si pagano 7,00 €. Se si vuole visitare il Cuarto Real Alto bisogna pagare altri 4,00 €. Audioguida in italiano con 3,00 €. Questi palazzi non reggono il confronto con l’Alhambra di Granada, ma sono ugualmente degni di nota il Patio de las Doncellas, il Patio de las Munecas e il Salone de los Embajadores.

                               

                       

 Bellissimi i giardini, con le loro terrazze dalle eleganti forme geometriche, i laghetti nascosti in grotte e le fontane che formano straordinari giochi d’acqua.

                       

Pranzo al Mc Donald’s di Avenida de Roma. Poi visita alla Cattedrale di Santa Maria (nei giorni feriali è aperta tutto il giorno e si pagano 7,50 € per entrare, compresa la salita alla Giralda, mentre di domenica e nei giorni festivi è aperta dalle 14.30 alle 18.00 ma è gratis). Questa Cattedrale fu costruita al posto in cui prima c’era la moschea Mayor, abbattuta nel XV secolo perché cominciava a mostrare segni di decadenza. In realtà, sembra che sia stata costruita perché Siviglia voleva superare in bellezza il Duomo di Toledo, simbolo della Chiesa spagnola. Ne è venuto fuori il monumento religioso più grande del mondo cristiano, secondo solo alla nostra Cattedrale di San Pietro.

                       

 

Della precedente moschea è rimasta solo la Giralda e alcuni resti del Patio de los Narajos. La Giralda, alta ben 96 metri, rappresenta un antico minareto del XII secolo, poi trasformato in campanile. Essa deve il suo nome alla statua della Fede, che venne aggiunta sulla sommità nel 1568, e che gira su se stessa a seconda del vento.

 

 

Une breve passeggiata nel Barrio di Santa Cruz, tra vicoli stretti, piazzette, negozietti e ristoranti, e poi su una riva del Guadalquivir abbiamo preso un battello che ci ha fatto ammirare dal fiume le bellezze della città, tra cui la Torre del Oro, uno dei simboli di Siviglia. Si tratta di una torre araba del XIII secolo, così chiamata per l’effetto creato dal rivestimento in azulejos (oggi purtroppo scomparso) che un tempo la ricopriva e la faceva splendere. Partenze ogni 30 minuti, costo 15,00 € a persona, durata 1 ora.

                       

Nel pomeriggio la temperatura ha superato i 40°C, ma essendoci poca umidità erano per lo meno sopportabili. Altra passeggiata (un po’ faticosa) fino alla suggestiva Plaza de Espana, coronata da un grande monumento a semicerchio, con le sue caratteristiche 58 panchine di Azulejos, tante quante sono le province spagnole. A fianco della piazza c’è il Parque de Maria Luisa, dove ci siamo rinfrescati con due buone granite.

                       

Cena al Mc Donald’s e abbiamo ripreso l’auto. Lungo l’autostrada per tornare in hotel, abbiamo notato degli edifici con insegne “strane” di color rosa. All’entrata delle stanze c’erano dei neon rossi o verdi. Il mattino seguente l’imbarazzatissima ragazza della reception ci ha confermato che si tratta di “quelle” case... Km percorsi: 7.

 

16° giorno (lunedì 21 agosto 2006)

Visto che il giorno successivo saremmo partiti prestissimo, abbiamo pagato i restanti 195,00 € di hotel (130,00 € avevamo dovuto anticiparli tramite Carta di Credito). In paese abbiamo fatto gasolio (a 0,99 €/litro!) e siamo andati a Fuente Piedra, una laguna dove trovano ospitalità molte migliaia di fenicotteri e cicogne. Con l’auto abbiamo percorso tutta la strada attorno al lago salato, e ci siamo fermati in un Mirador, ma di uccelli migratori neanche l’ombra, forse non era stagione...

Ci siamo poi diretti verso Antequera e poi abbiamo seguito le indicazioni per “El Torcal”, una montagna stratificata. La strada che sale è molto suggestiva. Sulla sommità c’è un piccolo ufficio informazioni (dove si possono acquistare delle cartine dei sentieri), ma stanno costruendo altri edifici.

                       

                       

           

Scesi dalla montagna, ci siamo fermati nel centro commerciale “La Veronica”, al cui interno si trova la “Taberna Bocatin”, dove abbiamo pranzato. Sul tavolo c’è il modulo di ordinazione, si scrive il proprio nome e quello che si vuole mangiare, e lo si porta al banco. Poi quando è pronto si viene chiamati. Abbiamo ordinato due piccoli bocadillos e due tapas: salame spagnolo fritto e salsiccia bianca fritta. Con due coche grandi abbiamo speso 9,80 €. Poi in una vicina gelateria abbiamo gustato due grandi gelati, spendendo 4,75 €.

Ci siamo poi diretti verso Ronda (la strada semi-desertica è spettacolare), dove abbiamo lasciato l’auto in uno dei tanti parcheggi pubblici ben segnalati.

                       

 

Questa cittadina è stata costruita in cima ad un promontorio roccioso attraversato da una gola profonda circa 100 metri. Il Puente Nuevo, sospeso sulla valle, collega l’antico centro storico con la parte più nuova della città. Da lì si gode di una vista mozzafiato! Essendo oggettivamente una bellissima cittadina, essa è letteralmente invasa dai turisti, che si perdono nelle sue viuzze e nei suoi vicoletti bianchi.

 

                       

 

Ripresa l’auto, abbiamo imboccato la spettacolare “ruta de los pueblos blancos” (strada dei villaggi bianchi), toccando Grazalema, El Bosque, Prado del Rey, Villamartin. Siamo poi tornati verso Antequera, e a Campillos abbiamo preso per Sierra de Yeguas, Roda de Andalucia, Estepa.

 

 

                        

                       

Una nota su queste strade spagnole un po’ secondarie: bisogna fare molta attenzione a quando ci si ferma nelle piazzole di sosta, perché spesso ci sono dei grandi dislivelli dell’asfalto, e si possono fare danni all’auto. Abbiamo visto uno spagnolo fermo con il radiatore irrimediabilmente rotto.

Cena in camera a base di panini. Km percorsi: 1.

 

17° giorno (martedì 22 agosto 2006)

Alle 7.20 eravamo già in auto. A Guadix ci siamo fermati a fare colazione (due mega-paste, un succo di frutta e un latte-cacao per 8,20 €). Abbiamo poi ripreso l’autostrada in direzione di Valencia. Per lunghissimi tratti si viaggia letteralmente in territorio semi-desertico, con rocce che assumono via via diversi colori. Ogni tanto si notano delle grotte naturali trasformate in vere e proprie case.

                       

                       

Arrivati ad Alicante, abbiamo preso la A7. Questa autostrada è letteralmente assediata, oltre che dai turisti, da tutti gli extracomunitari d’Europa che la percorrono per andare nel sud della Spagna ed imbarcarsi per il Marocco. Lo notiamo anche dal fatto che in 130 km di autostrada abbiamo visto almeno una decina di auto in panne, spesso vecchissime e stracariche fino all’inverosimile di persone e bagagli di vario tipo. Per il tratto fino a Valencia, pagati 12,50 €.

Siamo usciti dall’autostrada 35 km prima di Tarragona (18,90 € fino qui) e abbiamo fatto spesetta in un supermercato. Ci siamo infine diretti verso Espluga de Francolì, dove avevamo prenotato all’hotel “Villa Engracia” (www.villaengracia.com). L’albergo sembrava un vecchio convento, non a caso ce n’era uno poco lontano da lì... In realtà si trattava di una vecchia casa rurale ristrutturata, tutta arredata in stile antico. C’è anche un piccolo parcheggio. La signora che ci ha accolto parlava esclusivamente spagnolo, quindi non è stato facile capirsi. La colazione sarebbe stata dalle 9.00 alle 11.00, ma non l’avremmo consumata visto che il giorno dopo saremmo partiti molto presto. Proprio per questo abbiamo pagato subito i 71,00 € della stanza. Quest’ultima sembrava una piccola celletta ed era priva di televisore. Cena con panini in camera.

                       

 

18° giorno (mercoledì 23 agosto 2006)

Siamo partiti alla volta di casa verso le 7.10, dopo una notte quasi insonne per via del caldo (niente aria condizionata in camera). Abbiamo preso l’autostrada A2 per Barcellona (4,25 € per circa 40 km!) e poi la A7 verso la Francia. Ci siamo fermati in autogrill a fare colazione, dove uno dei parcheggi era quasi completamente occupato da un accampamento di extracomunitari, con ogni genere di sporcizia a terra e i cestini desolatamente vuoti. Abbiamo preso due paste giganti, un caffé e uno pseudo-cappuccino, spendendo 5,65 €. Ripresa la strada del ritorno, verso le 10.00 eravamo già arrivati al confine (pedaggi da Barcellona: 3,10+10,50 €). Da sottolineare che le autostrade spagnole sono in genere ben tenute, la differenza sta nei servizi: in quelle a pagamento ci sono belle aree di sosta, normalmente curate e pulite, mentre in quelle gratuite lasciano un po’ a desiderare.

In un’area di servizio all’altezza di Marsiglia abbiamo mangiato i nostri panini, e poi verso le 15.45 siamo entrati in Italia. Cena a base di pizza in un autogrill di Brescia. Arrivo a casa per le 21.00.

 

 

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